Francesco Cavalli | biografia

Biografia

Nacque a Crema, nella Repubblica di Venezia, nel 1602. Il suo cognome era Caletti; suo padre, Giovan Battista detto "il Bruno" era già maestro di cappella del Duomo di Crema. Il nome Cavalli gli fu donato dal suo protettore, il nobile veneziano Federico Cavalli, che dopo essere stato eletto governatore di Crema nel 1614, fece ritorno a Venezia nel 1616, conducendo con sé il giovane Francesco, le cui disposizioni per l'arte musicale avevano suscitato il suo interessamento.

Ammesso il 18 febbraio 1617 come cantore (soprano) della Cappella Marciana della Basilica di San Marco col compenso di 50 ducati, ebbe il privilegio di trovarsi sotto il tutorato musicale di Claudio Monteverdi, allora maestro di quella celebre cappella. Dai registri della basilica si legge che Cavalli vi entrò come Pietro Francesco Bruni cremasco.

Il 18 maggio 1620 assume l'incarico di sostituto organista nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia).

Il 1º febbraio 1628 ebbe nuovi compiti come tenore a San Marco, col nome di Francesco Caletto, e fu sotto questo nome che i suoi compensi furono portati a 100 ducati, il 1º gennaio 1635. Il posto di suonatore del secondo organo della cappella era divenuto vacante per la morte di Giovanni Pietro Berti ed un concorso fu indetto per la nomina del suo successore. I concorrenti di Cavalli, tutti di talento, erano Nicolas Fonte, Natale Monferrato e Jacques Arrigoni. I giudici si pronunciarono in favore di Cavalli, che fu iscritto il 22 gennaio 1640, con il nome di Francesco Caletti, detto Cavalli.

Il 7 gennaio 1630 sposa a Venezia la vedova Maria Sozomeno.

Il suo salario fu progressivamente innalzato a 200 ducati, somma considerevole per quell'epoca. Già nel 1644 divenne titolare del primo organo, mentre Massimiliano Neri era secondo organista (come dimostra il salario comparativamente minore); quando quest'ultimo rinunciò all'incarico nel 1664 per entrare al servizio della corte di Colonia residente a Bonn, venne sostituito da Giovanni Battista Volpe detto "Rovettino", mentre il Cavalli continuò ad avere il medesimo compenso, quale primo organista.

Nel 1646 la sua favola drammatica per musica L'Egisto ebbe la prima anche al Théâtre du Petit-Bourbon di Parigi. Nel 1652 il suo dramma per musica Veremonda, l'amazzone di Aragona ha la prima anche al Teatro Santi Giovanni e Paolo di Venezia. Nel 1654 il suo dramma per musica Le magie amorose (seconda versione de La Rosinda) ha la prima nel Teatro San Cassiano di Venezia e la festa teatrale Le nozze di Teti e di Peleo ha la prima anche al Théâtre du Palais-Royal di Parigi. Nel 1660 avviene la prima assoluta di Te Deum nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia).

L'11 gennaio 1665 diventa primo organista della Basilica di San Marco, il 4 febbraio successivo avviene la ripresa di Ciro (nella terza versione) al Teatro Santi Giovanni e Paolo e il 6 maggio Il Giasone inaugura il Teatro del Vecchio Arsenale di Ancona. Il 20 novembre 1668 Cavalli fu chiamato ad essere il maestro della cappella ducale succedendo a Giovanni Rovetta nella Basilica di San Marco.

Pervenuto a questa posizione, ne godette fino alla sua morte, il 14 gennaio 1676.

Nel 1671 Scipione Affricano ha la prima anche al Teatro Tordinona di Roma.

Si suole riconoscere nel compositore cremasco la persona del ritratto qui sopra riportato; tuttavia mancano riscontri per un'attribuzione certa. Durante la sua vita praticó anche il mestiere di insegnante, precisamente insegnante di greco tuttavia i risultati furono scarsi e deludenti quindi decise di abbandonare la professione

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