Cristianesimo democratico | il cristianesimo democratico nel mondo

Il cristianesimo democratico nel mondo

XIX secolo

Le origini di questo movimento vanno ricercate nei gruppi cattolici, di laici e di ecclesiastici, che in diversi Paesi, dalla metà dell' Ottocento, si dedicarono all'organizzazione dei ceti popolari in nome della solidarietà cristiana, spesso facendo riferimento alle esperienze corporativistiche del periodo medievale. Possono essere citate figure come monsignor von Kettler, vescovo e poi deputato, in Germania, Potter in Belgio, monsignor Manning in Gran Bretagna, Frédéric Ozanam (poi beato) e La Tour du Pin in Francia. Un primo tentativo di coordinamento sovranazionale di questo movimento, che restava molto variegato, anche perché l'impegno politico non da tutti era visto come prevalente, venne dall' Unione di Friburgo (1885), cui presero parte anche rappresentanti italiani, tra cui Giuseppe Toniolo.

A seguito dell' enciclica Rerum Novarum (1891) di papa Leone XIII, i cattolici, fino a quel momento poco coinvolti nella vita politica degli stati liberali, cominciano ad organizzarsi per contenere, da un lato, le posizioni liberali anticlericali, dall'altro, quelle socialiste e comuniste. Il mondo cattolico subito dopo la pubblicazione dell'enciclica papale, almeno fino alla prima guerra mondiale (1914-1918), si divise in due correnti: una intellettual-caritativa o paternalistica, l'altra propriamente democristiana. Mentre in Italia pesava la cosiddetta questione romana che aveva portato il papa ad impedire ai cattolici di candidarsi e votare alle elezioni politici, all'estero tale problema non si pose mai; esempio ne è proprio, in Germania, von Kettler, che oltre ad essere vescovo fu anche deputato per il Zentrum, partito cattolico, anche se non propriamente democristiano. Ben diversa l'esperienza dell' Action française, in Francia, che, assunte posizioni scioviniste, nazionaliste e ultraconservatrici, attirò le critiche di parte della gerarchia cattolica, fino all'aperta condanna da parte del papa Pio XI. Con Papa Pio XII, l'Action française venne rivalutata in chiave anticomunista, ma rappresentò sempre la soluzione nazional-conservatrice all'impegno dei cattolici in politica, ben distante dalle posizioni di moderazione e di internazionalismo, tipiche del pensiero democristiano.

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, in Europa il movimento democristiano comincia a diffondersi molto più rapidamente in Belgio, Francia, Paesi Bassi e Germania, prevalendo sulla componente intellettualistica. In Austria, Svizzera, Ungheria il movimento assumerà posizioni più socio-conservatrici. I cattolici cioè, pur rivendicando il loro ruolo nella vita politica statale, assunsero posizioni da conservatorismo compassionevole, attenti cioè a mantenere intatti i rapporti tra le classi sociali, ma eliminando le forme più gravi di povertà e sfruttamento sul lavoro.

XX secolo

Nei vari Stati europei, i democristiani hanno dato vita a partiti politici denominati in modo diverso che per tutto il XX secolo si sono collocati su posizioni moderate, tanto di centro-sinistra, quanto di centro-destra. Questo ha portato in molti Stati ad assimilare il cristianesimo democratico con il centro dello schieramento politico. In Germania, ad esempio, il primo partito cattolico prese il nome Zentrum ("centro"). In Italia, invece, dopo la DC di Romolo Murri, nacque nel 1919 il Partito Popolare Italiano, ad opera di Luigi Sturzo, sacerdote. Sturzo, pur inserendo il proprio partito nell'alveo del cristianesimo democratico, non volle, nel nome del partito, inserire il termine "cristiano", per ribadire l'aconfessionalità dello stesso.

Nel ventennio 1925-1945 i vari partiti cristiano democratici europei si trovarono a dover contrastare l'avvento in Germania e Italia delle dittature nazi- fasciste, e le occupazioni da parte delle stesse in Austria, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Cecoslovacchia, Polonia. Da qui l'impegno nelle lotte partigiane, al fianco di liberali, monarchici, socialdemocratici e comunisti, per assicurare all' Europa governi realmente democratici. La vittoria nella seconda guerra mondiale dell' alleanza anglo-americana vide l'affermarsi nelle successive consultazioni elettorali, un po' in tutta Europa, i partiti democristiani: la Democrazia Cristiana in Italia, l' Unione Cristiano-Democratica (CDU) in Germania, il Movimento Repubblicano Popolare (MPR) in Francia, il Partito Popolare (OVP) in Austria, il Partito Cristiano-sociale (PSC) in Belgio.

Per gran parte del XX secolo, i partiti democristiani si sono caratterizzati per l'avversione ai regimi social-comunisti dell' Europa orientale. Da qui, le cosiddette scelte "europeista" ed "atlantica". La prima ha visto la nascita delle Comunità europee, poi Unione europea. La seconda, si è realizzata con la NATO, patto di difesa militare con Canada e Stati Uniti d'America, in chiave anti- sovietica.

I partiti democristiani si sono, dalla seconda metà del Novecento, diffusi anche in Paesi a maggioranza protestante e ortodossa, basti pensare all' Appello Cristiano Democratico olandese, al Partito Popolare Cristiano norvegese, al Partito Democratico Cristiano Africano sudafricano, ai democristiani bulgari e rumeni. In alcune di questi Paesi il cristianesimo democratico ha assunto connotati diversi da quello "cattolico", infatti "democristiani" è divenuto sinonimo di "conservatori". In altre, soprattutto dell'Europa orientale, la lentezza dell'affermazione di questi partiti è stata dovuta, da un lato, ai periodi di dittatura comunista, dall'altro, dall'accezione meno confessionale dei rapporti tra Stato e Chiesa.

In America Latina, il movimento democristiano è forte in Messico, Nicaragua, Costa Rica, Venezuela e Perù, dove i partiti hanno in taluni casi fatto parte di coalizioni di centro-destra e in altri di centro-sinistra. In Paesi come la Colombia, il Brasile e l' Argentina (così come in molti Paesi a maggioranza protestante, dove il panorama politico si è prima diviso tra "conservatori" e "liberali", poi tra "conservatori" e "socialdemocratici") non sono mai nati partiti democristiani di un certo rilievo e i democristiani (in prevalenza cattolici) si sono posizionati nei vari partiti esistenti a seconda se erano personalmente più di destra o di sinistra, creando correnti all'interno di questi e senza dare vita a partiti autonomi. In Cile il Partito Democratico Cristiano del Cile è schierato assieme ad una coalizione composta da socialdemocratici e liberali sociali, combinando idee tradizionali del centro cattolico assieme all'ala sinistra del movimento democristiano.

Situazione attuale

Oggi il movimento cristiano democratico non ha più una matrice unitaria. La caduta dei regimi comunisti o di estrema destra, l'affermazione del sistema democratico in Europa e nelle Americhe ha fatto sì che i "democristiani" perdessero la loro caratteristica di diversità rispetto ai liberali (rispetto delle libertà fondamentali, prima di tutto quella religiosa, coniugandole con l'attenzione alle istanze sociali) e ai conservatori (vedere tradizione e ispirazione religiosa come motivi di progresso e non di immobilismo).[ senza fonte]

In Europa, dove spesso i democristiani hanno preso i caratteri tipici dei conservatori di fine XX secolo (tra i quali la maggiore laicità e il sostegno convinto del mercato e del liberalismo economico) e dove la collaborazione tra democristiani e conservatori si è rinsaldata nel Partito Popolare Europeo (PPE), è sempre più difficile distinguere tra "democristiani" e "conservatori". I due termini sono spesso divenuti sinonimi, in Spagna come in Germania.

Del resto lo stesso PPE è divenuto un contenitore più ampio, nel quale trovano posto i tradizionali partiti democristiani, i partiti conservatori dei Paesi scandinavi, partiti con forti correnti liberali (come Forza Italia, il PSD portoghese, l' UMP francese e la PO polacca) o socialdemocratiche (la stessa Forza Italia, il Fine Gael irlandese e il PD rumeno, nato come partito socialdemocratico), partiti centristi di diversa ispirazione dell' Est europeo e perfino il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo turco.

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