Cannibal Holocaust | ispirazioni, influenze e omaggi

Ispirazioni, influenze e omaggi

Deodato, come per il precedente Ultimo mondo cannibale, si è ispirato ai mondo movie, ma al contrario dell'opera precedente, qui li critica e li ribalta insieme. Il realismo esasperato delle immagini aggredisce e sconvolge lo spettatore, con una potenza che non ha riscontri in alcun mondo movie.[10] Il film fa anche a meno della voce fuori campo, classico espediente di questo tipo di pellicole, sostituendola con la dolce musica di Riz Ortolani, che contrasta fortemente con la brutalità delle immagini e allo stesso istante rimanda all'utilizzo della famosa More in Mondo Cane.[1] Il regista si è ispirato anche ai violenti spaghetti-western di Sergio Corbucci, per quanto riguarda le scene distensive che anticipano quelle violente.[4]

Dopo Cannibal Holocaust in Italia prese il via una piccola serie di film ispirati alle sue immagini scioccanti.[1] Umberto Lenzi, che aveva dato inizio al genere cannibal nel 1972 con Il paese del sesso selvaggio, film che conteneva una sola scena di cannibalismo, diresse nel 1980 Cannibal Ferox, e l'anno successivo Mangiati vivi!. Soprattutto nel primo Lenzi mostrava scene agghiaccianti come lo scoperchiamento della calotta cranica di un ragazzo. Joe D'Amato diresse nel 1980 Antropophagus, che mostrava un feto divorato e un uomo che addenta le proprie viscere. Lo stesso Deodato girò anche Inferno in diretta, considerato la terza parte della sua trilogia dei cannibali, anche se il film parla di narcotrafficanti e reporter e non c'è nessuna scena di cannibalismo.

Una scena del film Zombi Holocaust (1980), diretto da Marino Girolami, che già dal titolo fa comprendere quanto sia ispirato a Cannibal Holocaust

Il film lanciò anche una piccola "moda", in virtù del suo alone scandaloso.[1] Alcuni film, infatti, usarono la parola Holocaust nel titolo (Zombi Holocaust, Porno Holocaust, Buio Omega in Francia è stato intitolato Blue Holocaust,[1] mentre Nudo e selvaggio fu intitolato negli Stati Uniti Cannibal Holocaust 2 e spacciato come un seguito del film di Deodato).[1] Lo stesso Ultimo mondo cannibale di Deodato fu rititolato negli USA Jungle Holocaust.[1]

In seguito Cannibal Holocaust ha influenzato anche film statunitensi.[1] Tra questi vi sono i celebri Assassini nati,[1] di Oliver Stone, con cui condivide la commistione di più formati e la critica ai mass media,[1] e Traffic di Steven Soderbergh, per la fotografia che varia a seconda degli episodi.[1]

È evidente anche l'affinità con The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair, film indipendente che ha avuto un gran successo, che ha ripreso molte soluzioni formali dal film italiano, quali la fotografia sporca, l'uso della macchina a mano e l'idea della videocassetta trovata nel bosco.[1] Il fatto sarebbe molto più di una coincidenza, tanto che Deodato sostiene che la cosa più simile al suo film è la scaletta della sceneggiatura, ovviamente con scene meno brutali, e per questo aveva pensato a una denuncia per plagio, ma poi avrebbe rinunciato.[1] Il regista ha rivelato che anche Oliver Stone, dopo aver visto The Blair Witch Project, disse a una sua amica che quel tipo di film l'aveva già fatto Deodato anni prima.[4]

Deodato ha dichiarato che Quentin Tarantino, durante la proiezione del film (che non aveva mai visto) a Venezia, è rimasto sconvolto e alla fine gli ha chiesto informazioni sugli effetti speciali, in particolar modo quelli riguardanti la scena della ragazza impalata. Deodato ha rivelato che sul set di Hostel: Part II, diretto da Eli Roth, film nel quale il regista italiano ha un ruolo come cannibale (e in una scena si mangia un uomo), Roth e tutta la troupe del film si sono presentati al suo arrivo con delle t-shirt nere con la scritta Cannibal Holocaust.[18]

Nel 1999 il regista tedesco Andreas Schnaas diresse Antropophagus 2000, remake di Antropophagus, realizzando la scena dell'impalamento di un uomo con la stessa tecnica di Cannibal Holocaust, vale a dire l'attore seduto su un sellino e un paletto appuntito inserito sulla bocca.

Nel 2003, il regista Bruno Mattei girò, nelle Filippine, Mondo cannibale, un film direct-to-video che riprende la trama di Cannibal Holocaust.[2] Il regista in questo film ha riportato in scaletta circa le stesse scene di Cannibal Holocaust, comprendendo ovviamente la scena dell'impalamento e quella della reazione dei cannibali alla devastazione creata dai giornalisti in cerca dello scoop.

L'espediente narrativo del found footage è stato usato per la prima volta proprio in Cannibal Holocaust, poi utilizzato in numerosi film (anche se principalmente in seguito al successo del già citato The Blair Witch Project). Fra i titoli più famosi di questo genere ricordiamo [●REC], Diary of the Dead - Le cronache dei morti viventi, Cloverfield, Paranormal Activity.

Nel campo musicale da segnalare l'omaggio al film della band Necrophagia, che nel 2001 intitolò un album Cannibal Holocaust, riprendendo il tema di Ortolani e rileggendolo in chiave death metal.

Nel 2013 Eli Roth gira The Green Inferno che omaggia nel titolo e nella trama l'opera di Deodato. Il film è uscito in italia il 24 settembre 2015 in anteprima mondiale ed è stato vietato ai minori di anni 18.

Collegamenti ad altre pellicole

Musica

Riz Ortolani si occupò della notevole colonna sonora. La musica in questa opera ha un'importanza decisiva.[1] È dolce e distensiva per le immagini della giungla, mentre si fa cupa quando ci sono scene di una violenza brutale, sia sugli animali che sugli uomini, quindi ritorna dolce nei titoli di coda, ma dopo tutto quello che si è visto il contrasto è agghiacciante.

Ortolani fu voluto fortemente da Deodato, che ha dichiarato: «Non ci eravamo accorti di aver fatto un film così forte. Io mi sono accorto di che film avevo fatto solo dopo averci messo la musica. Perché la musica di Ortolani era così bella che esasperava le scene».[3]

Ortolani invece ha dichiarato che accettò di comporre lo score del film perché gli piacque come era stato girato, con uno stile moderno e interessante, anche se lo riteneva molto violento. Per comporre la colonna sonora Ortolani usò effetti elettronici, all'epoca nuovi. Per quanto riguarda la scena della ragazza impalata Ortolani usò un tema melanconico, come un adagio religioso, per sottolineare la drammaticità della scena e per creare un effetto di pietà nel pubblico.[senza fonte]

La colonna sonora contiene i seguenti brani:

  1. Cannibal Holocaust (Titoli di testa)
  2. Adulteress' Punishment
  3. Cameraman's Recreation
  4. Massacre of the Troupe
  5. Love with Fun
  6. Crucified Woman
  7. Relaxing in the Savannah
  8. Savage Rite
  9. Drinking Coco
  10. Cannibal Holocaust (Titoli di coda)
En otros idiomas