Ubi sunt

In ictu oculi (In un colpo d'occhio) una vanitas di Juan de Valdés Leal

Ubi sunt (letteralmente "dove sono?") è un'espressione tratta dal latino Ubi sunt qui ante nos fuerunt?, ovvero "dove sono coloro che furono prima di noi?". Ubi nunc...? ("E ora, dove sono?") è una variante comune.[1]

Inteso a volte come un'espressione di nostalgia, il motivo dell'ubi sunt è piuttosto una meditazione sulla morte e sull'impermanenza della vita che, a seconda del contesto in cui è citata, può condurre a conclusioni angoscianti o, al contrario, anche a un invito vitalistico all'amore e al godimento, con la figura retorica di significato nota come carpe diem.

Ubi sunt è la frase d'apertura di molte poesie medievali e si riscontra, per esempio, nella seconda stanza dell'inno studentesco De brevitate vitae, conosciuto per il suo incipit come Gaudeamus igitur: Ubi sunt qui ante nos / In mundo fuere?, "Dove sono ora coloro / che furono al mondo prima di noi?" Questo tema è stato ampiamente visitato dai poeti latini medievali: se anche non avevano a disposizione Cicerone, conoscevano però molto bene il verso di Boezio: Ubi nunc fidelis ossa Fabricii manent?[2], "Dove giacciono ora le ossa del fedele Fabrizio?".

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