Straniero in terra straniera

Straniero in terra straniera
Titolo originaleStranger in a Strange Land
Autore Robert A. Heinlein
1ª ed. originale 1961
1ª ed. italiana 1964
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
ProtagonistiJubal Harshaw, Michael Valentine Smith

Straniero in terra straniera (Stranger in a Strange Land) è un romanzo di fantascienza scritto da Robert A. Heinlein e pubblicato nel 1961.

Il titolo del libro è una citazione biblica di Mosè [1].

Il libro fu un best-seller e attrasse molti lettori che normalmente non avrebbero letto fantascienza. La controcultura dei tardi anni sessanta fu influenzata dai suoi temi libertari e di libertà sessuale. Straniero in terra straniera venne scritto anche come tentativo deliberato di sfidare le consuetudini sociali.

Il romanzo narra la storia di Valentine Michael Smith, un essere umano allevato dai marziani su Marte che ritorna sulla Terra terminata l'adolescenza, e della sua interazione con la cultura terrestre. La storia descrive l'adattamento e la comprensione del giovane agli esseri umani e alla loro cultura, descritta come una versione amplificata degli Stati Uniti consumistica e guidata dai media del XX secolo. Nel corso della storia Heinlein usa l'apertura mentale di Smith per criticare le istituzioni come il denaro e la monogamia e la paura della morte.

Una gran parte del romanzo è didattica, dato che consiste di lunghi dialoghi del personaggio di Jubal Harshaw, uno scrittore fittizio che agisce come portavoce e alter ego di Heinlein sulla falsariga dei mentori presenti in altre opere dell'autore, presentando molti punti di vista che esemplificano evidentemente le opinioni dello scrittore, come espresse in generale nella sua narrativa. Questa è una caratteristica meno accentuata che in altri romanzi che contengono dei portavoce di Heinlein (come per esempio Il gatto che attraversa i muri, Fanteria dello spazio e Lazarus Long l'immortale), poiché il duro realismo - simile a quello di Mark Twain - di Harshaw viene effettivamente contrastato dal punto di vista mistico e alieno di Smith e in diversi punti l'opinione di Harshaw si dimostra sbagliata. Smith infine santifica Harshaw come santo patrono della Chiesa (con gran dispetto, inizialmente, di Harshaw).

L'editore di Heinlein gli chiese di ridurre la lunghezza del manoscritto originale (che ammontava a 220.000 parole) e di rimuovere una scena di sesso. Il risultato finale fu la versione di circa 160.000 parole pubblicata nel 1961 che ricevette un Premio Hugo. Dopo la morte di Heinlein nel 1988, sua moglie Virginia trovò un editore per l'edizione originale che venne pubblicata nel 1991 [2]. Come per Una famiglia marziana i critici non concordano su quale sia la versione migliore.

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