Spedizione Endurance

Il tre alberi Endurance.
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Spedizione Nordenskjöld-Larsen (1901-1904)
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Operazione Highjump (1946-1947)
Operazione Windmill (1947-1948)
Spedizione Ronne (1947-1948)
Operazione Deep Freeze (1955-1956)

La spedizione Endurance [1] (in inglese Endurance Expedition, pron. [ɪnˈdjʊərəns ˌekspɪˈdɪʃn]), conosciuta anche come spedizione imperiale trans-antartica (Imperial Trans-Antarctic Expedition), è stata una missione esplorativa finanziata in gran parte da donazioni private, da sir James Caird per 24.000 £, Frank Dudley Docker ha dato 10 000 £, Janet Stancomb-Wills ha dato una cifra sconosciuta ma generosa, dal governo del Regno Unito per 10.000 £, dalla Società Geografica Reale per 1.000 £ [2] e diretta verso le regioni antartiche.

Svoltasi negli anni 1914- 1917 [3] la missione era comandata da Ernest Shackleton a bordo dell' Endurance ed aveva come obiettivo l'attraversamento a piedi dell' Antartide partendo dal mare di Weddell. Il gruppo avrebbe poi dovuto essere recuperato dalla nave Aurora nell'altro lato del continente, sulla costa del mare di Ross.

L'Endurance venne però distrutta dalla banchisa a migliaia di chilometri dalle più vicine terre abitate, inabissandosi nei pressi del 70º parallelo di latitudine Sud: i 28 uomini dell' equipaggio furono costretti a lottare per sopravvivere, con limitate provviste e in un ambiente in cui la temperatura oscillava da -22 ° C a -45 °C. Tutti gli uomini riuscirono comunque ad arrivare all' isola Elephant nelle Shetland Meridionali, da cui Shackleton salpò alla guida di una scialuppa di sette metri salvata dal naufragio dell'Endurance nel tentativo di raggiungere una base baleniera situata nella Georgia del Sud. Con l'aiuto di un sestante e di un cronometro l'imbarcazione riuscì a percorrere 1 600 km ed a raggiungere Grytviken, dove Shackleton organizzò una spedizione di soccorso per gli uomini rimasti ad attendere all'isola dell'Elefante. Nessun uomo del gruppo di Shackleton morì in Antartide [4].

L'equipaggio dell'Aurora dovette affrontate situazioni altrettanto critiche. La loro avventura, al contrario di quella di Shackleton, costò la vita a tre persone.

Anche se all'epoca erano disponibili apparecchi radio, l'eccessiva distanza da una qualsiasi stazione ricevente rendeva questa tecnologia inutilizzabile per esplorazioni tanto remote. Inoltre il Regno Unito, che era impegnato nella prima guerra mondiale, non volle destinare denaro, uomini e mezzi ad una spedizione di soccorso.

Dopo il salvataggio vennero scritti numerosi libri sull'avventura, spesso a cura degli stessi partecipanti [5]. Inoltre durante la spedizione furono realizzate numerose fotografie ad opera di Frank Hurley [6]. A queste testimonianze vanno aggiunti diversi film e documentari che hanno trattato della spedizione, considerata come l'ultimo atto dell'epoca eroica delle spedizioni antartiche ( 1895- 1922) [7].

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