Seconda guerra sino-giapponese

  • seconda guerra sino-giapponese
    parte della guerra del pacifico
    second sino-japanese war collection.png
    dall'alto a sinistra in senso orario: truppe da sbarco della marina imperiale giapponese, dotate di maschere antigas, in azione tra le macerie di shanghai; una type 92 nipponica in postazione; vittime del massacro di nanchino sulle rive del fiume qinhuai; mitraglieri cinesi impegnati nella battaglia di wuhan; bombardamento giapponese di chongqing; corpo di spedizione cinese in india
    data7 luglio 1937 - 2 settembre 1945
    luogocina, birmania
    casus belliincidente del ponte di marco polo
    esitovittoria cinese
    • resa incondizionata giapponese
    modifiche territorialiperdita giapponese della manciuria, delle isole pescadores e di taiwan
    schieramenti
    repubblica di cina repubblica di cina
    • secondo fronte unito
    • eserciti dei vari signori della guerra alleati
    supporto da:
    unione sovietica unione sovietica (1937-1941, 1945)
    stati uniti stati uniti (dal 1941)
    impero britannico impero britannico (dal 1942)
    flag of japan (1870–1999).svg giappone
    esercito collaborazionista:
    • flag of manchukuo.svg manciukuò
    • flag of the mengjiang.svg mengjiang
    • flag of the republic of china-nanjing (peace, anti-communism, national construction).svg repubblica di nanchino
    comandanti
    taiwan chiang kai-shek
    taiwan chen cheng
    taiwan cheng qian
    taiwan yan xishan
    taiwan li zongren
    taiwan xue yue
    taiwan bai chongxi
    taiwan wei lihuang
    taiwan du yuming
    taiwan fu zuoyi
    taiwan sun li-jen
    taiwan ma hongbin
    taiwan long yun
    taiwan sun lianzhong
    flag of the chinese communist party.svg zhu de
    flag of the chinese communist party.svg peng dehuai
    flag of the chinese communist party.svg mao zedong
    flag of the chinese communist party.svg su yu
    stati uniti joseph stilwell
    stati uniti claire chennault
    unione sovietica vasilij ivanovič Čujkov
    giappone hirohito
    giappone korechika anami
    giappone yasuhiko asaka
    giappone shunroku hata
    giappone seishirō itagaki
    giappone kanin kotohito
    giappone iwane matsui
    giappone toshizō nishio
    giappone yasuji okamura
    giappone hajime sugiyama
    giappone hideki tōjō
    giappone yoshijirō umezu
    giappone hayao tada
    manciukuò kang de
    flag of the mengjiang.svg demchugdongrub
    flag of the republic of china-nanjing (peace, anti-communism, national construction).svg wang jingwei
    flag of the republic of china-nanjing (peace, anti-communism, national construction).svg chen gongbo
    effettivi
    5.600.000 cinesi (incluse le truppe sotto il controllo del partito comunista cinese)
    900 aerei statunitensi (1945)[1]
    3.665 consiglieri e piloti sovietici[2]
    4.100.000 giapponesi[3] (inclusi 900.000 collaborazionisti cinesi[4])
    perdite
    3.200.000 militari (inclusi feriti, uccisi e dispersi)[5],
    17.000.000-22.000.000 civili morti[6]
    480.000 morti e dispersi e 1.100.000 feriti
    1 chiang kai-shek guidò un fronte unito cinese che comprendeva nazionalisti, comunisti e signori della guerra regionali.
    voci di guerre presenti su wikipedia

    la seconda guerra sino-giapponese (7 luglio 1937 - 2 settembre 1945) fu il maggiore conflitto mai avvenuto tra la repubblica di cina e l'impero giapponese, e il più grande conflitto asiatico del xx secolo. combattuta prima e durante la seconda guerra mondiale terminò con la resa incondizionata del giappone il 2 settembre 1945, che mise fine alla seconda guerra mondiale.[7]

    l'invasione della cina costituiva parte del progetto strategico complessivo giapponese per assumere il controllo dell'asia. le prime avvisaglie di questo piano sono comunemente conosciute come "incidenti cinesi", fatti che la propaganda giapponese attribuì alla cina in modo da legittimare le successive invasioni. l'incidente di mukden nel 1931 fu il casus belli dell'occupazione della manciuria da parte del giappone, mentre l'incidente del ponte di marco polo segnò l'inizio dello scontro totale tra i due stati. la cina non dichiarò ufficialmente guerra al giappone fino al dicembre 1941, per timore di alienarsi gli aiuti delle potenze occidentali; una volta che il giappone fu entrato in guerra contro gli alleati, la cina fu sciolta da questo vincolo e poté dichiarare apertamente guerra alle potenze dell'asse.[8]

    dal 1937 al 1941 la cina combatté da sola, mentre dopo l'attacco di pearl harbor a fianco dei cinesi si schierarono anche le forze alleate, sia statunitensi sia sovietiche, che fornirono materiali, uomini e servizi addestrativi alle forze comandate da chiang kai-shek. dopo la resa del giappone, nazionalisti e comunisti cinesi tornarono a scontrarsi per il controllo del paese, avviando così l'ultima fase della guerra civile cinese.

  • terminologia
  • prodromi
  • gli schieramenti
  • l'invasione della cina
  • le forze in campo
  • perdite
  • conseguenze
  • note
  • bibliografia
  • voci correlate
  • altri progetti
  • collegamenti esterni

Seconda guerra sino-giapponese
parte della Guerra del Pacifico
Second Sino-Japanese War collection.png
Dall'alto a sinistra in senso orario: truppe da sbarco della Marina imperiale giapponese, dotate di maschere antigas, in azione tra le macerie di Shanghai; una Type 92 nipponica in postazione; vittime del massacro di Nanchino sulle rive del fiume Qinhuai; mitraglieri cinesi impegnati nella battaglia di Wuhan; bombardamento giapponese di Chongqing; corpo di spedizione cinese in India
Data7 luglio 1937 - 2 settembre 1945
LuogoCina, Birmania
Casus belliIncidente del ponte di Marco Polo
EsitoVittoria cinese
  • Resa incondizionata giapponese
Modifiche territorialiPerdita giapponese della Manciuria, delle isole Pescadores e di Taiwan
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
5.600.000 Cinesi (incluse le truppe sotto il controllo del Partito Comunista Cinese)
900 aerei statunitensi (1945)[1]
3.665 consiglieri e piloti sovietici[2]
4.100.000 Giapponesi[3] (inclusi 900.000 collaborazionisti cinesi[4])
Perdite
3.200.000 militari (inclusi feriti, uccisi e dispersi)[5],
17.000.000-22.000.000 civili morti[6]
480.000 morti e dispersi e 1.100.000 feriti
1 Chiang Kai-shek guidò un fronte unito cinese che comprendeva nazionalisti, comunisti e signori della guerra regionali.
Voci di guerre presenti su Wikipedia

La seconda guerra sino-giapponese (7 luglio 1937 - 2 settembre 1945) fu il maggiore conflitto mai avvenuto tra la Repubblica di Cina e l'Impero giapponese, e il più grande conflitto asiatico del XX secolo. Combattuta prima e durante la seconda guerra mondiale terminò con la resa incondizionata del Giappone il 2 settembre 1945, che mise fine alla seconda guerra mondiale.[7]

L'invasione della Cina costituiva parte del progetto strategico complessivo giapponese per assumere il controllo dell'Asia. Le prime avvisaglie di questo piano sono comunemente conosciute come "incidenti cinesi", fatti che la propaganda giapponese attribuì alla Cina in modo da legittimare le successive invasioni. L'Incidente di Mukden nel 1931 fu il casus belli dell'occupazione della Manciuria da parte del Giappone, mentre l'Incidente del ponte di Marco Polo segnò l'inizio dello scontro totale tra i due stati. La Cina non dichiarò ufficialmente guerra al Giappone fino al dicembre 1941, per timore di alienarsi gli aiuti delle potenze occidentali; una volta che il Giappone fu entrato in guerra contro gli Alleati, la Cina fu sciolta da questo vincolo e poté dichiarare apertamente guerra alle Potenze dell'Asse.[8]

Dal 1937 al 1941 la Cina combatté da sola, mentre dopo l'attacco di Pearl Harbor a fianco dei cinesi si schierarono anche le forze alleate, sia statunitensi sia sovietiche, che fornirono materiali, uomini e servizi addestrativi alle forze comandate da Chiang Kai-shek. Dopo la resa del Giappone, nazionalisti e comunisti cinesi tornarono a scontrarsi per il controllo del Paese, avviando così l'ultima fase della guerra civile cinese.

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文言: 抗戰
粵語: 抗日戰爭