Memoria virtuale

Schema di funzionamento della memoria virtuale; nella CPU il programma lavora come se avesse a disposizione uno spazio di memoria pari a quella indirizzabile con i bit dei registri indirizzo (per esempio 4GB con registri di 32 bit); ma in realtà, se la memoria RAM è insufficiente, le zone di memoria attualmente in uso (suddivise in pagine di dimensione prefissata) sono allocate nella RAM mentre le pagine inattive sono salvate in un file gestito dal sistema operativo sul disco rigido.

In informatica, la memoria virtuale è un' architettura di sistema capace di simulare uno spazio di memoria centrale (memoria primaria) maggiore di quello fisicamente presente o disponibile; questo risultato si raggiunge utilizzando spazio di memoria secondaria su altri dispositivi o supporti di memorizzazione, di solito le unità a disco. La memoria centrale fisicamente presente diventa quindi la parte effettivamente utilizzata di quella virtuale, più grande: questo stratagemma è utile in virtù del principio di località e riuso dell'esecuzione dei programmi.

In ambiente POSIX, la memoria di massa utilizzata a questo scopo è comunemente chiamata "swap" o "spazio di swap" (verbo inglese che significa "scambiare"), mentre, in ambiente Windows, è chiamata "file di paging". Le operazioni di spostamento delle pagine dallo spazio di swap alla memoria fisica sono chiamate swapping.

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