Lotta per le investiture

La lotta delle investiture si svolse tra il Papato e il Sacro Romano Impero Germanico nei secoli XI e XII ed ebbe per oggetto la concessione dell'investitura imperiale delle regalie (i diritti pertinenti al regno o pubblici) agli ecclesiastici. Tale "lotta" consisteva nella disputa tra Papato e Impero riguardo a chi dovesse dare il titolo di vescovo ad un membro della società ecclesiastica, la cosiddetta "investitura episcopale".

Le disposizioni degli ultimi imperatori romani

Già alla fine del IV secolo Arcadio e Onorio, figli dell'imperatore Teodosio, avevano riconosciuto alla sentenza emanata dalla episcopalis audientia pari dignità rispetto a quella pronunziata dal tribunale pubblico. Attorno al vescovo cominciarono a gravitare i fedeli bisognosi di aiuto di natura materiale, oltre che spirituale.

Subito dopo la guerra gotico-bizantina ( 535- 553), l'imperatore Giustiniano, incapace di ricostruire le strutture di controllo statale, promulgò nel 554 la Prammatica Sanzione, che estese la legislazione in vigore in Oriente ai territori dell'Occidente. Inoltre restituì ai vescovi prerogative già concesse loro da Costantino e cancellate da Giuliano [1]

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