Guerra messicana della droga

Guerra messicana della droga
Mexican drug cartels 2008.jpg
Cartelli messicani e aree di influenza
Data11 dicembre 2006 - in corso
LuogoMessico
Casus belliOperazione Michoacán (invio di 6.500 soldati nel Michoacán)
Schieramenti
Comandanti

  • Felipe Calderón
  • Mariano Francisco Saynez Mendoza
  • Guillermo Galván Galván
  • Sergio Aponte Polito
  • Joaquín Guzmán Loera
  • Ismael Zambada García
  • Ignacio Coronel Villarreal
  • Antonio Cárdenas Guillén †
  • Jorge Eduardo Costilla Sánchez
  • Vicente Carrillo Fuentes
  • Luis Fernando Sánchez Arellano
  • Heriberto Lazcano Lazcano
  • Edgar Valdez Villarreal
  • Arturo Beltrán Leyva †
  • Héctor Beltrán Leyva
  • Nazario Moreno González †
  • Effettivi
    50 000 soldati[1]
    35 000 agenti federali[2]
    100 000 affiliati[3][4][5][6]
    Perdite
    62 uccisi nel dicembre 2006[7]

    2.837 uccisi nel 2007[7]
    6.844 uccisi nel 2008[7]
    11.753 uccisi nel 2009[7]
    19.546 uccisi nel 2010[8][9]
    24.068 uccisi nel 2011[10][11][12]
    18.161 uccisi da gennaio al 31 ottobre 2012[13]

    3.200 uccisi da gennaio a marzo 2013[14]
    Stima totale dei morti: 83.000 omicidi ca. dal 2007 al 31 ottobre 2012 (su 114.158 omicidi intenzionali totali in Messico)[13]
    Voci di guerre presenti su Wikipedia

    La guerra messicana della droga è un conflitto armato che vede contrapposti i cartelli messicani della droga tra loro e contro le forze armate del governo messicano.

    Le autorità statunitensi e messicane affermano che in Colombia, luogo dove si trovano la maggior parte delle piantagioni, la produzione di droghe illegali è in crescita da quando la principale rotta di rifornimento di cocaina e altre droghe illegali che entrano negli Stati Uniti passa per il Messico e l'America Centrale. Questa guerra è simile al conflitto armato colombiano che dura oramai dal 1964. Il conflitto è cominciato in Messico nel 1989 dopo l'arresto di Miguel Ángel Félix Gallardo, che gestiva il traffico di cocaina. Vi fu una tregua verso la fine degli anni novanta, ma dal 2000 il ritorno alla violenza è aumentato. Il presidente Vicente Fox inviò un piccolo numero di truppe a Nuevo Laredo e nel Tamaulipas, ai confini con gli Stati Uniti, ma non ottenne i successi sperati.

    Il Dipartimento di Giustizia statunitense stima che i guadagni all'ingrosso dalle vendite di droga vadano da 13,6 a 48,4 miliardi di dollari l'anno.[15] I trafficanti di droga messicani spostano clandestinamente in Messico somme di denaro sempre più ingenti all'interno di automobili e camion.[16]

    Nella seconda metà del 2015, quindi a oltre 8 anni e mezzo dall'inizio della guerra alla droga messicana o narcoguerra militarizzata dichiarata dal presidente Felipe Calderón nel dicembre 2006, i cartelli messicani secondo la DEA (Drug Enforcement Administration) erano otto: Sinaloa, Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), Beltrán-Leyva Organization (BLO), Los Zetas, Cartello del Golfo (CDG), Cartello di Juárez/La Línea (CDJ), La Familia Michoacana (LFM) e Los Caballeros Templarios (LCT).[17]

    En otros idiomas
    Bahasa Indonesia: Perang Narkoba Meksiko
    Bahasa Melayu: Perang Dadah Mexico