Guerra civile romana (49-45 a.C.)

Guerra civile romana (49-45 a.C.)
Gaius Iulius Caesar (Vatican Museum).jpg
Busto di Gaio Giulio Cesare, vincitore della guerra civile ( Musei Vaticani, Roma)
Data 4945 a.C.
Luogo Italia, Grecia, Egitto, Africa e Spagna
EsitoVittoria di Gaio Giulio Cesare
Schieramenti
Comandanti
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La guerra civile romana del 49 - 45 a.C., nota anche come guerra civile tra Cesare e Pompeo, è il penultimo conflitto militare sorto all'interno della Repubblica romana. Essa consistette in una serie di scontri politici e militari fra Gaio Giulio Cesare ed i suoi sostenitori politici, contro la fazione tradizionalista e conservatrice del Senato romano ( Optimates) e capeggiata da Gneo Pompeo Magno, Marco Porcio Catone Uticense e Quinto Cecilio Metello Pio Scipione Nasica.

Molti storici concordano nel dire che la guerra civile fu una logica conseguenza di un lungo processo di decadenza delle istituzioni politiche di Roma, iniziata con gli omicidi dei Gracchi nel 133 e 123 a.C. [1] e continuata con la riforma delle legioni di Gaio Mario, che fu il primo a ricoprire molti incarichi pubblici straordinari inaugurando un esempio che sarà seguito dai futuri aspiranti dittatori della decadente repubblica, la guerra sociale, lo scontro tra mariani e sillani conclusosi con l'instaurazione della dittatura di Lucio Cornelio Silla, nota per le liste di proscrizione emesse nel suo corso, ed infine nel primo triumvirato. [2] Questi eventi frantumarono le fondamenta della Repubblica, ed è chiaro che Cesare volse abilmente in suo favore l'opportunità offertagli dalla decadenza delle istituzioni, tanto che Cicerone afferma:

« Ecco l'uomo che dobbiamo combattere. Ha tutto, gli manca solo la buona causa »

(Affermazione di Marco Tullio Cicerone su Giulio Cesare alla vigilia della guerra civile [3].)

Dopo aspri dissensi con il senato, Cesare varcò in armi il fiume Rubicone, che segnava il confine tra la provincia della Gallia Cisalpina e il territorio dell' Italia; [4] il senato, di contro, si strinse attorno a Pompeo e, nel tentativo di difendere le istituzioni repubblicane, decise di dichiarare guerra a Cesare ( 49 a.C.). Dopo alterne vicende, i due contendenti si affrontarono a Farsalo, dove Cesare sconfisse irreparabilmente il rivale. Pompeo cercò quindi rifugio in Egitto, ma lì fu ucciso ( 48 a.C.). Anche Cesare si recò perciò in Egitto, e lì rimase coinvolto nella contesa dinastica scoppiata tra Cleopatra VII e il fratello Tolomeo XIII: risolta la situazione, riprese la guerra, e sconfisse il re del Ponto Farnace II a Zela ( 47 a.C.). Partì dunque per l' Africa, dove i pompeiani si erano riorganizzati sotto il comando di Catone, e li sconfisse a Tapso ( 46 a.C.). I superstiti trovarono rifugio in Spagna, dove Cesare li raggiunse e li sconfisse, questa volta definitivamente, a Munda ( 45 a.C.).

Questa guerra civile aprì la strada alla fine della Roma repubblicana, a cui sarà dato il colpo di grazia con la successiva guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio (terminata con la battaglia di Azio del 31 a.C.).

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