Eroi Gemelli Maya

« Quando il giorno della loro nascita, gli ha dato vita la giovane di nome Xquic, la nonna non li vide quando sono nati. In un attimo furono partoriti due ragazzi di nome Hunahpu e Xbalanque. Tornati nei monti quando fossero nati. Poi vennero a casa, ma non riuscivo a dormire."Andate a buttarli fuori!" disse la vecchia, per effetti c'era molto da gridare. E poi sono andati a metterli su un formicaio. Dormivano tranquillamente. Poi via di quel luogo e messo su le spine. Ora, quello che volevano Hunchouén e Hunbatz era che morissero sul monte di lancio, o morissero sulle spine.[ senza fonte] »

Gli "Eroi gemelli" sparano ad un demone in forma di uccello con una cerbottana. Izapa, stele 25
Gli "Eroi gemelli", Izapa, stele 2

Gli Eroi gemelli Maya sono i personaggi principali di un racconto incluso del documento coloniale Quiché chiamato Popol Vuh, e costituiscono l'antico mito Maya preservato nella sua interezza. Chiamati Hunahpu e Xbalanque in lingua quiché, i Gemelli sono stati anche identificati nell'arte dei Maya classici (200-900). Il motivo dei Gemelli ricorre in numerose mitologie americane precolombiane. I Gemelli Maya, in particolare, possono essere considerati i mitici antenati della famiglia regnante Maya.

I Gemelli in parole ed immagini

Le fonti sui Gemelli sono sia scritte (Popol Vuh, primi storici spagnoli), che iconografiche. L'iconografia classica Maya dimostra chiaramente che i primi racconti sui Gemelli devono essere stati nettamente diversi dal mito del Popol Vuh del XVI secolo. Di quanto siano differente, è materia di discussione.

Popol Vuh

Devono essere circolate tra i Maya molte versioni del mito dei Gemelli, ma l'unica che è sopravvissuta in forma scritta è quella in lingua quiché del Popol Vuh. Secondo questa versione, gli Eroi Gemelli sarebbero Xbalanque e Hunahpu (moderno quiché: Xb‘alanke e Junajpu), giocatori di palla come il padre e lo zio, Hun Hunahpu e Vucub Hunahpu.

Convocati a Xibalba dai Signori dell'Oltretomba, il padre e lo zio furono sconfitti e sacrificati. Due figli furono generati col seme del padre morto. La madre incinta fuggì da Xibalba. I figli, o 'Gemelli', crebbero con l'idea di vendicare il padre e, dopo molti tentativi, alla fine riuscirono a sconfiggere i signori dell'oltretomba in una partita di tlachtli. Si dice[ senza fonte]anche che durante una partita i Signori dell'Oltretomba decapitarono uno dei fratelli e l'altro, dopo avere vinto riattaccò la testa al fratello, resuscitandolo.

Il Popol Vuh descrive anche altri episodi che coinvolgono i due Gemelli, tra cui la sconfitta di un demone uccello pretenzioso, Vucub-Caquix, e dei suoi due demoniaci figli. I Gemelli eliminarono dalla scena anche i fratellastri, le scimmie urlatrici protettrici di artisti e scribi. La trasformazione finale dei Gemelli in sole e luna rappresentano una metafora del loro inattaccabile dominio su terra e cielo.

Tradizione Kekchi (Q'eqchi')

È stato fatto notare che nelle scene del Popol Vuh che si svolgono in cielo, Hunahpu ha un ruolo dominante, mentre negli inferi è Xbalanque a prendere l'iniziativa. Bartolomé de Las Casas descrive Xbalanque come colui che è entrato agli inferi come condottiero. La sua descrizione fa riferimento alla città Kekchi di Coban. Xbalanque è anche il nome del personaggio maschile di antiche varianti del mito Kekchi del sole e della luna, in cui sta cacciando un cervo (metafora del fare prigionieri), e catturando la figlia della divinità della Terra. In questi casi, Hunahpu non è presente.

Iconografia

Un'altra importante fonte per il mito degli Eroi Gemelli è di molto precedente, e consiste di rappresentazioni rinvenute sulle ceramiche Maya fino al 900 circa, e nel codice di Dresda secoli dopo. [1] Sono chiaramente riconoscibili le immagini di Hunahpu, Xbalanque, e di scribi e scultori della Scimmia Urlatrice. Hunahpu si distingue per le macchie nere che ha sulla pelle, probabilmente quelle di un cadavere, il che lo fa diventare colui che scende nell'oltretomba. Sui murales preclassici di San Bartolo, il re, segnato con una macchia nera sulla guancia, e che espelle sangue dai genitali ai quattro angoli del mondo, appare come la personificazione dell'eroe Hunahpu. Xbalanque, il 'Gemello Guerriero', è più simile ad un animale per il fatto che porta sulla pelle macchie da giaguaro e la barba.

Certe scene iconografiche rappresentano scene del Popol Vuh. I Gemelli che sparano con cerbottane ad Itzamnà rappresenta la sconfitta di Vucub-Caquix. Un'altra identificazione coinvolge un'ipotetica estensione del racconto del Popol Vuh: Il principale dio Maya del mais nasce dal carapace di una tartaruga e viene sorretto dagli Eroi Gemelli; secondo molti rappresenterebbe la risurrezione del padre dei Gemelli, Hun-Hunahpu, ipotesi che nel 2009 è stata messa in discussione. [2] In ogni caso, i Gemelli sono spesso raffigurati insieme al dio del mais. Non è probabilmente una coincidenza il fatto che nel Popol Vuh i Gemelli vengono rappresentati da due steli di mais.

Nomi e funzioni del calendario

Il nome "Xbalanque" (pronunciato ʃɓalaŋˈke) è stato tradotto in 'Sole Giaguaro' (x-balam-que), 'Sole Nascosto' (x-balan-que) o 'Cervo Giaguaro' (x-balam-quieh). Il suono iniziale potrebbe stare per yax (prezioso), dato che nel Maya classico, un simile geroglifico precede il pittogramma di un eroe (sebbene sia stato anche ipotizzato trattarsi del prefisso femminile ix-). Per la combinazione di prefisso e pittogramma, è stata proposta la lettura Yax Balam. Il nome "Hunahpu" (pronunciato hunaxˈpu) è solitamente interpretato come Hun-ahpub ('Un-Cerbottaniere'), con la cerbottana che caratterizza il giovane eroe come cacciatore di uccelli.

Nel calendario Maya, Hunahpu è molto più importante di Xbalanque. La testa di Hunahpu viene usata come variante del simbolo del 20º giorno, che in questi casi può essere letto '(Hun) ahpu' piuttosto che 'Ahau' (Signore o Re). Il 20º giorno è anche quello che conclude una ventena, un periodo di 20 giorni, compresi katun e baktun. La testa di Xbalanque viene usata come variante del numero nove (balan è simile a bolon 'nove').