Cistercensi della stretta osservanza

I cistercensi della stretta osservanza, o trappisti (in latino Ordo Cisterciensis Strictioris Observantiae), sono un ordine monastico di diritto pontificio: i monaci trappisti pospongono al loro nome la sigla O.C.S.O. [1]

Cenni storici

L'abate de Rancé, riformatore di Notre-Dame de la Trappe e iniziatore dei cistercensi della stretta osservanza
L'abbazia di Notre-Dame de la Trappe, casa madre dell'ordine

Le origini

La nascita dell'ordine si deve ad Armand Jean Le Bouthillier de Rancé ( 1626- 1700). Di nobile famiglia, entrò nello stato ecclesiastico senza vocazione, condusse vita mondana e dissoluta e accumulò numerosi benefici: fu abate commendatario di Notre-Dame de la Trappe, di Notre-Dame du Val e di Saint-Symphorien a Beauvais, priore di Notre-Dame de Boulogne e di Saint-Clémentin, canonico di Notre-Dame di Parigi. Attorno al 1657 decise di convertirsi, iniziò a disfarsi delle sue prebende e vendette il suo castello di Véretz. Entrò come novizio nell'abbazia cistercense di Perseigne (13 giugno 1661) e il 26 giugno 1664 prese i voti. [2]

Rancé ricevette la benedizione abbaziale a Séez il 13 luglio 1664 e il giorno successivo prese possesso dell'abbazia di Notre-Dame de la Trappe: riprese i tentativi di riforma sorti in reazione al rilassamento dell'antica disciplina e ristabilì numerose osservanze della primitiva regola, alle quali aggiunse nuovi regolamenti particolarmente rigidi: impose la pratica del silenzio e il lavoro manuale, eliminò vino e pesce dal vitto comune, soppresse le ricreazioni, limitò la corrispondenza. [2]

L'espansione della riforma

La riforma introdotta da Rancé venne approvata con i brevi papali del 2 agosto 1677 e del 23 maggio 1678. I monaci di La Trappe aumentarono di numero, ma Rancé non volle fare nuove fondazioni: ciò nonostante, altre prestigiose abbazie cistercensi adeguarono le loro regole al modello di La Trappe, come Sept-Fons, Orval e Tamié. Solo nel 1704, su invito del granduca Cosimo III de' Medici, il nuovo abate di Notre-Dame de La Trappe, Jacques de la Cour, inviò dei monaci in Toscana per ridare vita all'abbazia di Buonsollazzo, da cui trasse nuova linfa anche quella di Casamari ( 1717). [2]

Con la rivoluzione francese ai monaci di La Trappe venne proibito di ricevere nuovi novizi: per evitare l'estinzione dell'ordine, Agostino de Lestrange ( 1754- 1827), maestro generale dei novizi, inviò una supplica al senato di Friburgo che il 13 marzo 1791 l'autorizzò a fondare una comunità di non più di ventiquattro membri in territorio elvetico: Lestrange e i suoi compagni lasciarono La Trappe nascosti in un carro il 1º giugno 1791 e raggiunsero clandestinamente la Svizzera, dove si insediarono nella certosa abbandonata della Valsainte. La Valsainte venne eretta in abbazia il 30 settembre 1794 e divenne casa madre di numerose altre fondazioni: di Santa Susanna in Aragona, del Monte Bracco e di Sordevolo, in Piemonte, di Westmalle, in Belgio, di Lulworth, in Inghilterra; a Sembrancher venne fondato il primo monastero di religiose trappiste. [3]

Nel 1798, mentre la Francia minacciava l'invasione della Svizzera, i trappisti si rifugiarono in Russia dove lo zar Paolo I, in nome della sua amicizia con la principessa Luisa Adelaide di Borbone-Condé (divenuta monaca trappista), concesse ai monaci di creare cinque monasteri. Sotto Napoleone, nel 1805 i trappisti poterono fare ritorno in patria, dove fondarono le abbazie di Grosbot e quella sul Colle del Monginevro, ma poi il 28 luglio 1811 videro soppressi tutti i loro monasteri nel territorio dell' impero (sopravvissero solo i monasteri di Lulworth, Maiorca e Betfade, negli Stati Uniti d'America). [3]

L'autonomia dai cistercensi

Nel 1815, con la Restaurazione, i monasteri trappisti tornarono a diffondersi in Francia ma, sulla base di interpretazioni differenti della medesima regola, all'interno dell'ordine cistercense si costituirono tre diverse congregazioni di trappisti: nel 1892 venne celebrato a Roma un capitolo di unione che decretò la fusione delle tre congregazioni in un unico ordine, definitivamente indipendente da quello cistercense. [4]

La Santa Sede ha approvato le nuove costituzioni dell'ordine il 3 giugno 1990. [1]

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