Cannibal Holocaust

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Cannibal Holocaust
Cannibal Holocaust (1980) Ruggero Deodato - Villaggio.png
Il villaggio dei cannibali viene raso al suolo dai quattro reporter
Lingua originale inglese, spagnolo
Paese di produzione Italia
Anno 1980
Durata91 min
Rapporto1,85 : 1
Genere orrore, drammatico, avventura
Regia Ruggero Deodato
Sceneggiatura Gianfranco Clerici
Produttore Franco Palaggi
Casa di produzioneF.D. Cinematografica
Distribuzione (Italia) United Artists Europa
Fotografia Sergio D'Offizi
Montaggio Vincenzo Tomassi
Effetti speciali Aldo Gasparri
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Massimo Antonello Geleng
CostumiLucia Costantini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

« Oh santo cielo! È inimmaginabile... è orribile... non riusciamo a capire il perché di questa spietata punizione. Probabilmente è legata a qualche oscuro rito sessuale. Ma noi non possiamo accettare gli aspetti primitivi di questa... giustizia »

(Alan Yates, di fronte alla ragazza indigena impalata)

Cannibal Holocaust è un film diretto da Ruggero Deodato nel 1980, uscito nelle sale cinematografiche nel febbraio dello stesso anno.

È considerato da molti il migliore prodotto del genere cannibal, [1] molto in voga in quegli anni. Alla sua uscita generò subito grandi polemiche, per le reali uccisioni di animali rappresentate sullo schermo e per l'impressionante realismo delle sue scene. Talvolta viene anche falsamente additato come snuff movie e per questo motivo fu intentata una causa contro il regista. [1] Il film rafforzò la fama di Deodato come autore estremo, dopo il precedente Ultimo mondo cannibale, e gli valse l'appellativo di Monsieur Cannibal, datogli dai francesi. [1]

Nonostante le controversie, Cannibal Holocaust è considerato da molti un'interessante e cruda analisi della società contemporanea, nonché un lucido atto d'accusa contro i mass media, diversi anni prima di Assassini nati. [2] Già dalle prime sequenze, Deodato fa capire quali siano nella sua visione i veri selvaggi (mentre un reporter alla TV parla delle tribù cannibali, le immagini mostrano scene di vita in una città moderna quale New York). [1]

È stato il primo film a sfruttare la tecnica del " falso documentario", ovvero l'utilizzo di alcune scene filmate attraverso una videocamera amatoriale che segue i protagonisti nel loro viaggio.

Il film non è mai stato trasmesso dalla televisione italiana, se si escludono alcuni passaggi in terza serata su Italia 7, a fine anni '90 in una versione tagliata, [3] a causa del divieto per i minori di 18 anni. È stato proiettato alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 2004, nell'ambito della rassegna Italian Kings of the B's.

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