Bootleg

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A partire dagli anni Ottanta, le musicassette hanno notevolmente aumentato la distribuzione di bootleg

Il bootleg indica generalmente una registrazione audio o video di uno spettacolo, effettuata in forma amatoriale o professionale, e distribuita in forma non ufficiale tra i fan, di norma gratuitamente e quasi sempre senza l'avallo ufficiale del detentore dei diritti.[1][2][3] Le normative che permettono l'uso per fini didattici e senza scopo di lucro ne vietano però anche la vendita e la commercializzazione, che, senza l'approvazione del detentore dei diritti d'autore, costituisce pertanto una violazione del copyright.

Origine del termine

In inglese la parola bootleg indica la gamba di uno stivale e, dall'abitudine di nascondervi piccoli oggetti per sottrarli da potenziali ispezioni, la parola è diventata poi un verbo e un aggettivo usati per indicare rispettivamente l'azione del contrabbandare e l'oggetto contrabbandato (o, più raramente, rubato). Il termine ha avuto il primo uso ampio durante il proibizionismo statunitense dell'inizio del XX secolo e faceva riferimento alla distribuzione clandestina di alcool.[4]

Il termine è talvolta utilizzato per traslato e non sempre propriamente anche in molti altri settori, dai videogiochi alle pubblicazioni cartacee, passando per le registrazioni di film effettuate durante le proiezioni nei cinema.

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