Arazzo di Bayeux

Arazzo di Bayeux
Bayeux Tapestry scene55 William Hastings battlefield.jpg
AutoreMonaci dell'abbazia di Sant'Agostino di Canterbury, su committenza di Oddone di Bayeux
Dataanni 70-80 dell'XI secolo
TecnicaRicamo
UbicazioneCentro Guillaume-le-Conquérant, Bayeux
Coordinate49°16′27.7″N 0°42′01.04″W / 49°16′27.7″N 0°42′01.04″W / 49.27436; -0.70029Coordinate: 49°16′27.7″N 0°42′01.04″W / 49°16′27.7″N 0°42′01.04″W / 49.27436; -0.70029

L'arazzo di Bayeux, noto anche con il nome di arazzo della regina Matilde e anticamente come Telle du Conquest, è un tessuto ricamato (non un vero e proprio arazzo, a dispetto del nome corrente)[1], realizzato in Normandia o in Inghilterra nella seconda metà dell'XI secolo, che descrive per immagini gli avvenimenti chiave relativi alla conquista normanna dell'Inghilterra del 1066, culminanti con la battaglia di Hastings. Circa la metà delle immagini rappresenta peraltro fatti precedenti l'invasione stessa.

Benché apparentemente favorevole a Guglielmo il Conquistatore al punto da essere considerato talvolta un'opera di propaganda, in realtà la sua finalità è l'affermazione della legittimità del dominio normanno in Inghilterra.[1] L'arazzo si prefigge come obiettivo di creare una convivenza pacifica tra normanni ed anglosassoni: ne è la prova il fatto che, a differenza di altre fonti (le Gesta Guillelmi e il Carmen de Hastingae Proelio ), l'arazzo vede sotto una luce positiva Aroldo, elogiato per la sua vicinanza e intimità con il santo e re Edoardo (scena 1), per il suo status aristocratico e signorile (scene 2 e 3) e per il suo valore, riconosciuto dallo stesso Guglielmo (scene 17 e 21).[1] Esso è l'espressione di settori del regno anglo-normanno che cercano di elaborare il trauma conseguente all'invasione, di sanare i conflitti e di avviare un'integrazione tra normanni e inglesi.[2][1]

L'arazzo di Bayeux ha un valore documentario inestimabile per la conoscenza della Normandia e dell'Inghilterra dell'XI secolo. Costituito di varie pezze per una lunghezza totale di 68,30 metri, era conservato sino alla fine del XVIII secolo nella collezione della Cattedrale di Bayeux ed è attualmente esposto al pubblico nel Centre Guillaume-le-Conquérant di Bayeux.[3]

Nel 2007 l'UNESCO lo ha inserito nel Registro della Memoria del mondo.

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