Antequera

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Antequera
comune
Antequera – Stemma Antequera – Bandiera
Antequera – Veduta
Localizzazione
StatoSpagna Spagna
Comunità autonomaBandera de Andalucía.svg Andalusia
ProvinciaFlag Málaga Province.svg Malaga
Territorio
Coordinate37°01′00.12″N 4°34′00.12″W / 37°01′00.12″N 4°34′00.12″W / Antequera)Coordinate: 37°01′00.12″N 4°34′00.12″W / 37°01′00.12″N 4°34′00.12″W / Antequera)
Altitudine575 m s.l.m.
Superficie814 km²
Abitanti40 289 (2001)
Densità49,5 ab./km²
Comuni confinantiAlameda, Almogía, Álora, Archidona, Ardales, Benamejí (CO), Campillos, Casabermeja, Colmenar, Cuevas Bajas, Fuente de Piedra, Humilladero, Mollina, Sierra de Yeguas, Valle de Abdalajís, Villanueva de Algaidas, Villanueva del Rosario
Altre informazioni
Cod. postale29200
Prefisso(+34)...
Fuso orarioUTC+1
Codice INE29015
TargaMA
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Antequera
Antequera
Sito istituzionale

Antequera è un comune spagnolo di 40.289 abitanti situato nella comunità autonoma dell'Andalusia.

Sorge ai piedi del Torcal de Antequera di 1.369 metri all'incrocio d'importanti vie di comunicazione. Di origine romana chiamata Anticuaria, fu poi un importante centro arabo col nome di Medina Antakira. Riconquistata nel 1410 è oggi un moderno centro agricolo dedicato soprattutto alla coltivazione dell'ulivo e dei cereali.

Nel centro storico detto El coso viejo si trovano diversi monumenti:

  • la chiesa di San Sebastián del XVI secolo con portale plateresco e campanile rococò del 1709
  • la chiesa de la Encarnacion del XVI secolo con soffitto a cassettoni mudéjar
  • il Palacio de Najera del XVIII secolo in cui ha sede il Museo Municipal istituito nel 1966 per custodire importanti opere del periodo romano fa le quali il celebre Efebo di Antequera, bronzo del I secolo d.C., oggetti di storia ed etnografia locali e sculture, pitture e oreficeria andaluse dei secoli XVI-XVIII.
  • la chiesa di San Juan de Dios. I lavori di costruzione iniziarono durante la seconda metà del XVII secolo e si protrassero fino alla fine del XVIII secolo. La chiesa fu fondata dai padri dell'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, che ne ordinarono la costruzione al loro arrivo ad Antequera. La facciata di San Juan de Dios è costituito da un rettangolo affiancato da due grandi lesene e trabeazioni toscane, su cui si appoggia il campanile. La pietra arenaria utilizzata per la facciata proviene dalle rovine della città romana di Singilia Barba, vicino a quello che è oggi Antequera, ad eccezione della copertura che è realizzata in calcare rosso proveniente dalla vicino parco naturale El Torcal. L'interno del tempio è un gioiello barocco andaluso, con la sua decorazione fatta prevalentemente con motivi vegetali e animali. Questi motivi ornamentali raggiungono il loro picco nella cupola del transetto. La pala dell'altare ospita, nella nicchia centrale, una bella scultura dell'Immacolata Concezione, accompagnata ai lati da San Gioacchino e Sant'Anna.
Cupola della chiesa di San Juan de Dios

La chiesa di Santa Maria la Mayor dei secoli XV-XVI ha una facciata plateresca e interno con fastose cappelle. A lato della chiesa s'innalza l'Arco de los Gigantes eretto nel 1585 per il re Filippo II.

Chiesa di Santa Maria la Mayor

In alto sulla città ci sono le rovine dell'alcazaba di origine romana, rifatta dai Visigoti e poi dagli Arabi: resta solo una torre quadrata del XIII secolo detta del Papabellotas.L'Iglesia del Carmen dichiarata monumento nazionale, è stata costruita dal 1583 al 1633 in stile mudejar con soffitto a cassettoni; all'interno vanta un bel retablo in stile churriguerresco.Nella periferia della città, sulla strada per Granada, sorgono tre grandi dolmen chiamati rispettivamente Dolmen de Menga, Dolmen de Viera e, poco distante, Dolmen de El Romeral. Di questi, il Dolmen de Menga è il più vasto essendo profondo circa 17 m, largo circa 7 ed alto mediamente 3,45 m. All'interno vi sono due pilastri con incisioni antropomorfe, mentre altre incisioni sono presso l'ingresso.

Il Torcal de Antequera.

A 16 km a sud c'è il Parque Natural del Torcal de Antequera, istituito nel 1978, vasto territorio di 1200 ettari in cui sono sparsi blocchi di marmo rosso erosi dalla pioggia e dai venti in forme strane che lo fanno assomigliare ad una città pietrificata.

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