Alcide De Gasperi

Alcide De Gasperi
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Presidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
Durata mandato 14 luglio 1946 –
28 luglio 1953
Capo di Stato Enrico De Nicola
Luigi Einaudi
Vice presidente Luigi Einaudi
Randolfo Pacciardi
Giuseppe Saragat
Attilio Piccioni
Giovanni Porzio
Predecessore se stesso [1]
Successore Giuseppe Pella

Capo provvisorio dello Stato
Durata mandato 18 giugno 1946 [2] –
28 giugno 1946
Predecessore carica creata
Successore Enrico De Nicola [3]

Presidente del Consiglio dei ministri
del Regno d'Italia
Durata mandato 10 dicembre 1945 –
14 luglio 1946
Monarca Umberto II (luogotenente e re) [4]
Predecessore Ferruccio Parri
Successore se stesso [5]

Ministro dell'interno
Durata mandato 10 luglio 1946 –
2 febbraio 1947
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Giuseppe Romita
Successore Mario Scelba

Ministro degli affari esteri
Durata mandato 26 luglio 1951 –
17 agosto 1953
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Carlo Sforza
Successore Giuseppe Pella

Durata mandato 12 dicembre 1944 –
18 ottobre 1946
Presidente Ivanoe Bonomi
Ferruccio Parri
Alcide De Gasperi
Predecessore Ivanoe Bonomi
Successore Pietro Nenni

Presidente della Democrazia Cristiana
Durata mandato 22 settembre 1946 –
19 agosto 1954
Predecessore carica creata
Successore Adone Zoli

Segretario della Democrazia Cristiana
Durata mandato 31 luglio 1944 –
22 settembre 1946
Predecessore carica creata
Successore Attilio Piccioni

Durata mandato 28 settembre 1953 –
29 giugno 1954
Predecessore Guido Gonella
Successore Amintore Fanfani

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature AC, I, II
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Trentino-Alto Adige
Collegio Trento
Incarichi parlamentari
  • Componente della I commissione: affari interni (I, II)
  • Componente della II commissione: affari esteri (I)
  • Componente della rappresentanza della Camera all'assemblea della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (II)
Sito istituzionale

Segretario del Partito Popolare Italiano
Durata mandato 20 maggio 1924 –
14 dicembre 1925
Predecessore Segreteria congiunta composta da Giulio Rodinò, Giuseppe Spataro e Giovanni Gronchi
Successore Segreteria collettiva composta dalla Pentarchia Antonio Alberti, Giovanni Battista Migliori, Marco Rocco, Rufo Ruffo della Scaletta e Dino Secco Suardo

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVI, XXVII
Gruppo
parlamentare
Popolare
Circoscrizione Trentino-Alto Adige
Collegio Trento, CUN

Membro dell' Abgeordnetenhaus
Legislature XXI, XXII
Gruppo
parlamentare
Tirolese di lingua italiana (frazione popolare)
Circoscrizione Tirolo
Collegio Val di Fiemme

Presidente
dell'Assemblea comune europea
Durata mandato 1º gennaio 1954 –
19 agosto 1954
Predecessore Paul-Henri Spaak
Successore Giuseppe Pella

Membro della Dieta tirolese
Gruppo
parlamentare
Tirolese di lingua italiana (frazione popolare)
Circoscrizione Tirolo
Collegio Val di Fiemme

Dati generali
Partito politico Partito Popolare Trentino (1911-1919)
Partito Popolare Italiano (1919-1926)
Democrazia Cristiana (1943-1954)
Tendenza politica Cristiano-democratico
Titolo di studio Laurea in filologia
Università Università di Innsbruck
Università di Vienna
Professione Giornalista
Firma Firma di Alcide De Gasperi

Alcide Amedeo Francesco [6] De Gasperi, o più propriamente Degasperi [7] ( pronuncia[ ?· info]; Pieve Tesino, 3 aprile 1881Borgo Valsugana, 19 agosto 1954), è stato un politico italiano.

Figlio primogenito di Amedeo, maresciallo maggiore della gendarmeria locale tirolese originario di Sardagna, e di Maria Morandini originaria di Predazzo. Ebbe due fratelli, Mario, seminarista morto nel 1906, Augusto, e una sorella. [8]

Nato in Trentino, allora parte dell' Impero austro-ungarico, è stato membro della Camera dei Deputati Austriaca per il collegio uninominale della Val di Fiemme nella Contea del Tirolo, poi esponente del Partito Popolare Italiano e fondatore della Democrazia Cristiana con il suo scritto Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana, è stato l'ultimo presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia e il primo della Repubblica Italiana.

Viene oggi considerato come uno dei padri della Repubblica Italiana e, insieme al francese Robert Schuman, al tedesco Konrad Adenauer e all'italiano Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell'Unione europea. La Chiesa cattolica lo venera come servo di Dio ed è in corso la causa di beatificazione. [9]

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